mercoledì 27 maggio 2015
MOGEES AL WIRED NEXT FESTIVAL
Wired pubblica il video del concerto di Mogees al Next Festival di Milano
giovedì 30 aprile 2015
IL FOGLIO PARLA DI ADAPTICA E M31
Il Foglio di oggi, rubrica «Stand up, Start up» parla della storia del 2Win e di Adaptica, dall'Università di Padova all'incontro con il prof. Frezza e M31.
La macchina che ti fa l’esame della vista da un metro ed è stata progettata a Padova
di Davide Morcelli | 30 Aprile 2015 ore 06:18
Sembra una macchina fotografica un po’ speciale. Si chiama 2win e consente di fare un esame della vista completo. Offre due grandissimi vantaggi: funziona a un metro di distanza e quindi può essere utilizzato anche con soggetti non collaborativi come bambini. Inoltre può essere facilmente trasportato, ovunque. Un gioiellino sviluppato nella Silicon Valley? No a Padova. Prodotto da Apple? No da Adaptica srl. Il 2win oggi viene venduto in oltre 40 paesi, soprattutto nei mercati emergenti dell’est Europa, in Africa e America latina. 25 tra dipendenti e collaboratori, un fatturato in continua crescita. “Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, per me finché le cose non succedono bisogna continuare a lavorare”. Riassume così la sua visione Ivan Capraro, 36 anni e cofondatore di Adaptica srl. “Start up” significa fase di avvio di un’azienda e Adaptica è una realtà ben avviata. Una promessa mantenuta, nata nel 2009. Laurea in ingegneria a Padova poi il dottorato. “A un certo punto diverse persone hanno iniziato a chiederci se potevamo vendere i componenti sui quali stavamo facendo ricerca. Noi non ci avevamo mai pensato. È così che é iniziato tutto”. Poche settimane più tardi in università un incontro aperto ad aziende e imprenditori. Tra questi Ruggero Frezza. Un professore che ha lasciato l’Accademia per aiutare nuove imprese a nascere grazie al suo incubatore: M31. Intravede il potenziale dei sei ragazzi. Scocca la scintilla. “Grazie a M31 abbiamo potuto concentrarci sulla parte tecnica mentre loro hanno sviluppato il business model. Di queste cose non sapevamo nulla”. Così Ivan parla di M31, come una sorta di angelo custode che continua a sostenere e a sviluppare l’impresa. Una eccellenza tutta italiana. Italiani i fondatori, l’incubatore, i finanziatori, l’università. Nessun finanziamento pubblico, bando o incentivo statale. Una storia fatta di piccoli passi, errori e tanta determinazione. “Sì, c’è stata una volta in cui ho davvero pensato di lasciare, siamo nati nel 2009 e il contesto macroeconomico in quegli anni non era per nulla favorevole”. Poi la svolta. Nel 2011 l’idea di 2Win, il rivoluzionario refrattometro portatile. Oggi le richieste aumentano e si pensa a un allargamento. Una bella soddisfazione. “Sì, anche se oggi è diverso ! spiega – all’inizio c’erano grande entusiasmo e molta euforia. Oggi, accanto a questo, c’è più realismo, ma è proprio quello che ti permette di fare le cose”. Come passare dall’innamoramento all’amore maturo? “Esatto” conferma Ivan. Un lavoro che lo appassiona, che vede crescere giorno dopo giorno, con la possibilità di rimanere accanto alla moglie e le tre bimbe. Si ritiene molto fortunato. “Non sono un genio, vorrei solo si vedesse che anche una persona normale può fare qualcosa”.
Un passo alla volta
Come mai il nome Adaptica? “All’inizio facevamo esclusivamente componenti che sapevano adattarsi alla luce. Ma poi le cose cambiano fino a trovare una sostenibilità di mercato”. Una storia di successo. Attenzione però: nessuna ricetta replicabile. Ogni caso va esplorato nella sua specificità e unicità. Anche quando si parla di università. Non sono tutte uguali, lo si dica. Padova funziona o almeno meglio di altre. Adaptica collabora attivamente con il dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’università. Ivan confessa che la carriera accademica è apparsa da subito un vicolo cieco, un miraggio. Ha trovato un altro modo di capitalizzare Il suo know-how. Grazie anche a un incubatore serio ed efficace. L’università rimane il fulcro dell’innovazione che voglia andare oltre le app. L’incontro con le aziende e gli investitori rimane, purtroppo, molto problematico. Ivan e il suo gruppo però non si sono crogiolati in questi discorsi lamentosi. Oggi non sono Amazon ma, un passo alla volta, con dedizione, hanno creato valore e posti di lavoro. Un esempio da mettere in luce.
giovedì 2 aprile 2015
Venture Trend: Sequoia China replica sul food delivery
L'ultima freccia nella faretra di Sequoia Capital si chiama Beequick, player pechinese del fresh food delivery. Beequick consegna pietanze fresche entro un'ora dall'ordine, in ogni angolo di Pechino.
Curioso il trend della più nota firm di VC, Sequoia Capital, che ha fatto del food delivery suo vero cavallo di battaglia nell'ultimo trimestre del 2014 e nei primi periodi del 2015.
A marzo, il gigante del VC di Menlo Park ha già investito 12M di dollari in Magic, generica delivery di Mountain View; altri 1.2M di seed investment in Pepper Tap, startup del grocery delivery in India; e ancora in India con 10M di dollari a Grofers per grocery retail delivery. Ma tutto ha avuto inizio dal maxi venture deal di fine gennaio con Ele.me, 350M di dollari di round E a traino delle partecipazioni nei round D e C, seguita poi a stretto giro dalla newyorkese Maple con 22M di presidenti.
Le startup del food delivery sono chiaramente nel mirino dei grandi VC della Valley.
Da inizio 2014, più di 119 i deal chiusi per il food delivery, con un ammontare di circa 800M di dollari tra i vari players del VC world wide.
Le partecipazioni dei venture capitalist si sviluppano principalmente in fasi early stage, quindi angel, seed, round A, ma Sequoia Capital ha rotto gli indugi già a inizio 2015 e sembra essere pronta a mettersi in discussione anche nei round più avanzati, specialmente per i mercati mid e far east, da sempre terrà di venture per il branch Sequoia China, di cui abbiamo già citato la rinascita in questo blog.
Curioso il trend della più nota firm di VC, Sequoia Capital, che ha fatto del food delivery suo vero cavallo di battaglia nell'ultimo trimestre del 2014 e nei primi periodi del 2015.
A marzo, il gigante del VC di Menlo Park ha già investito 12M di dollari in Magic, generica delivery di Mountain View; altri 1.2M di seed investment in Pepper Tap, startup del grocery delivery in India; e ancora in India con 10M di dollari a Grofers per grocery retail delivery. Ma tutto ha avuto inizio dal maxi venture deal di fine gennaio con Ele.me, 350M di dollari di round E a traino delle partecipazioni nei round D e C, seguita poi a stretto giro dalla newyorkese Maple con 22M di presidenti.
Le startup del food delivery sono chiaramente nel mirino dei grandi VC della Valley.
Da inizio 2014, più di 119 i deal chiusi per il food delivery, con un ammontare di circa 800M di dollari tra i vari players del VC world wide.
Le partecipazioni dei venture capitalist si sviluppano principalmente in fasi early stage, quindi angel, seed, round A, ma Sequoia Capital ha rotto gli indugi già a inizio 2015 e sembra essere pronta a mettersi in discussione anche nei round più avanzati, specialmente per i mercati mid e far east, da sempre terrà di venture per il branch Sequoia China, di cui abbiamo già citato la rinascita in questo blog.
martedì 31 marzo 2015
Sprinklr, il nuovo Unicorn made in NYC
Con 46 milioni di dollari di round E, Sprinklr è una nuova Unicorn Startup made in USA. Il colosso del social media management, nato a New York solamente sei anni or sono, aveva chiuso un round D da 40 milioni di dollari solo 335 giorni fa, una rapida riconferma di credibilità nell'azienda che ha confermato la partecipazione delle grandi firm del VC in USA. Intel Capital a guidare il round, così come Battery Ventures, il quale segue Sprinklr sin dal round A del 2012.
Con 1.17 billion di fatturato e un organico di 700 persone, il CEO Ragy Thomas non ha dubbi, nel 2015/2016, obiettivo double up del fatturato.
Con 1.17 billion di fatturato e un organico di 700 persone, il CEO Ragy Thomas non ha dubbi, nel 2015/2016, obiettivo double up del fatturato.
Venture Deal: 42 milioni di dollari per le aste on line
Auctionata, leader nello streaming live delle aste di beni artistici, ha recuperato un round C da 42 milioni di dollari per ampliare la propria base di paesi connessi ed aumentare i branch di beni artistici e di lusso battuti all'asta.
Sempre più qualità dunque nello streaming live e nei beni battuti all'asta, per distanziare ancor più il colosso Ebay, considerato parzialmente competitor di Auctionata.
95 i milioni complessivi raccolti dall'early stage al serie C. Sotheby's e Christie's resteranno a guardare ?
Sempre più qualità dunque nello streaming live e nei beni battuti all'asta, per distanziare ancor più il colosso Ebay, considerato parzialmente competitor di Auctionata.
95 i milioni complessivi raccolti dall'early stage al serie C. Sotheby's e Christie's resteranno a guardare ?
giovedì 26 marzo 2015
Venture Deal: serie B da 45 milioni di dollari per i lavori domestici
Helpling, la tedesca delle pulizie domestiche raccoglie un venture deal da 45 milioni di euro. Molti i players del settore piattaforme di house keeping che si alternano sulle scrivanie dei grandi Venture Capitalist. Dopo l'italiana Thumbtack che ad agosto 2014 ha raccolto ben 100 milioni di dollari di Sequoia, ora tocca a Rocket Internet spazzare via la polvere.
mercoledì 25 marzo 2015
Il fascino dei fondi di Venture Capital, primo passo per Alibaba
Il colosso cinese dell'e-commerce, Alibaba, muove i primi passi nel mondo venture. Questa volta non come ricettore d'investimenti, ma come Venture Capitalist. Reuters dichiara un esplicito interessamento di Alibaba in JVP (Jerusalem Venture Partners) con un ammontare indicativo, non dichiarato, di 10 milioni di dollari. Per la prima volta in Israele e per la prima volta come Capitalist, nuove strade per Alibaba ?
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